Nei primi secoli della sua storia Roma fu governata da re. La tradizione ne ricorda sette, ma è probabile che fossero di più. Romolo, il fondatore, è una figura leggendaria; secondo la tradizione regnò insieme a Tito Tazio, re dei sabini. Alla sua morte, Romolo sarebbe scomparso misteriosamente e trasformato nel Dio Quirino. Il re successivo era Numa Pompilio, descritto come sovrano pacifico. Con Tullo Ostilio, Roma sconfisse Albalonga. poi sotto, il sabino Anco Marzio, la città estese il suo controllo fino allla foce del Tevere. A questo punto sali al trono un re etrusco, Tarquinio Prisco. Dopo di lui fu la volta di Servio Tullio, L'ultimo fu Tarquinio il superbo.
Materiale didattico dedicato a italiano e storia curato dagli studenti della classe 1bt dell'istituto Carlo d'Arco di Mantova
Una posizione geografica particolarmente felice, a cura di TracK
Già gli antichi autori sottolinearono la posizione particolarmente favorevole di Roma. La città si trova in una regione del clima mite, ad una giusta distanza dal mare costruita sui colli, era, allo stesso tempo, facilmente difendibile dei nemici e al riparo dalle malsane paulide che occupavano la sottostante piana del Tevere. Proprio il Tevere costitui la principale risorsa della città. Roma controllava il punto in cui l'isola Tiberina ne divide in due la corrente, rendendolo piu facile da attraversare. L'isola Tiberina è collegata ancora oggi alle Rive dal ponte romano Fabricio. Per questo nacque Roma.
Romolo e Remo, a cura di WilD_ClaW
LA LEGGENDA DI ROMOLO E REMO
Secondo la tradizione, Roma sarebbe stata fondata il 21 Aprile dell'anno 753 a.C. I Romani diventati padroni del mondo, attribuivano alla loro città origini divine. Partendo da antiche leggende, il poeta Virgilio ne raccontò la storia nel poema Eneide. Enea, figlio di Venere, fuggito da Troia in fiamme col vecchio padre Anchise e il figlio Ascanio. Numitore divenne Re di Babilonia, ma il fratello Amulio lo spodestò e costrinse la figlia di lui, Rea Silvia, a diventare sacerdotessa della dea Vesta rinunciando al matrimonio. Tuttavia il Dio Marte, invaghitosi della bellezza della fanciulla, si unì a lei e nacquero due gemelli, Romolo e Remo. temendo di perdere il trono, Amulio li fece abbandonare in una cesta buttata nel Tevere. Protetta dagli dei, la cesta si impiglio nei rami di un fico che sporgeva sull'acqua; una lupa, giunta sul posto, allattò i due gemelli consentendo loro di sopravvivere. Poi una coppia di pastori si incaricò di allevarli. Raggiunta l'età adulta Romolo e Remo si vendicarono di Amulio uccidendolo e riportarono Numitore sul trono.
L'ordinamento "romuleo": il re, il senato e i comitia curiata, a cura di Riccardo&Scazzinger
Le fonti antiche ci dicono che Romolo divise i suoi compagni in tre tribù (Ramnes, Tities, Lùceres), ciascuna delle quali era a sua volta divisa in dieci curiae. Le curiae erano associazioni famigliari e l'appartenenza veniva trasmessa di padre in figlio. Questa divisione era la base delle più antiche assemblee cittadine, i comitia curiata, che dunque non riunivano veramente tutto il popolo, ma solo i membri delle gentes, le grandi famiglie aristocratiche. Le curie avevano funzioni sia politiche che militari. Il popolo dei piccoli contadini, artigiani e pastori, ma anche dei commercianti, che non appartenevano a nessuna gens, ne restava escluso. Sempre secondo la tradizione, Romolo riunì i più influenti capi famiglia, i patres, in un consiglio, il senato, che aveva il compito di aiutare e sostenere il re. Composto inizialmente da cento membri, il senato arrivò a contarne trecento alla fine della monarchia. Il re deteneva il sommo potere, era capo dell'esercito, gran sacerdote e giudice, con diritto di vita e di morte sui sudditi. Il trono non era tuttavia un diritto ereditario: il re era nominato dal senato e poi riceveva l'investitura ufficiale per acclamazione da parte delle curie.
I latini, le risorse della regione e il lupercale, a cura dei blogger
Roma era una delle città fondate dai Latini e gli abitanti del Lazio antico,cioè della metà meridionale dell'odierno Lazio, a sud del Tevere. Questi centri, chiamati òppida erano nati dall'associazione di più villaggi. La popolazione viveva dei prodotti della terra e dell'allevamento, fiorente era anche il commercio del legname.I Latini non usavano il denaro ma barattavano il bestiame. Queste comunità erano indipendenti fra di loro ma riuniti in una confederazione a capo della quale c'era Albalonga.
La nascita di Roma: il rito di fondazione, a cura di DPG777
Sempre secondo le leggende, Romolo e Remo, stabilirono di fondare una loro città, ma non vi era alcun accordo sul luogo della fondazione. Seguirono il consiglio degli dei, quindi quello di osservare il volo degli uccelli.
Gli auspìci furono favorevoli a Romolo con la scelta del colle Palatino. Romolo fondò Roma, seguendo il rituale etrusco e tracciando un solco quadrato che voleva indicare il confine della città, usando un aratro. Il solco era sacro e sacro rimarrà per i romani il pomerium, lo spazio di terreno consacrato da Romolo.
A nessuno era concesso di scavalcarlo, ma Remo profanò il solco e venne ucciso da Romolo, che diventò cosi l'unico re.
Per molto tempo gli studiosi hanno respinto questa legende, ritenendo che i romani stessi l'avessero fondata.
il predicato, a cura di jhon_02 e pvighi02
il predicato è l'elemento della frase che dice "predica" qualcosa a proposito del soggetto, può indicare:
-un'azione compiuta dal soggetto :" Pietro andrà in America";
-un'azione subita dal soggetto."Pietro è stato festeggiato dagli amici";
-una qualità o un modo di essere del soggetto:"Pietro è emozionatissimo";
-una situazione in cui il soggetto si trova:"Pietro è a letto";
Il predicato, come risulta dagli esempi, è sempre costituito, senza possibili eccezioni, da un verbo che concorda grammaticalmente con il soggetto nella persona, nel numero, e nel genere.
Il predicato può essere di due tipi: verbale e nominale.
Il predicato verbale è costituito da qualsiasi verbo fornito di significato compiuto. Può essere attivo, passivo o riflessivo.
Il predicato nominale è costituito da una voce del verbo essere seguita da aggettivo o nome che si riferisce al soggetto. La voce del verbo essere è detta copula, mentre l'aggettivo o il nome che si riferisce al soggetto è detto nome del predicato.
Iscriviti a:
Post (Atom)


