La parola Acropoli deriva da àkros, alto e polis, città. L'Acropoli è la parte alta della città e anche la più importante. In questo luogo vi sono il palazzo del Signore, il centro economico e politico della polis. Attorno all'acropoli, sulle colline e pianure circostanti, si trovavano le case dei cittadini, dei contadini ed i loro campi. Nel caso si fosse verificato un attacco nemico, la popolazione avrebbe potuto trovare rifugio tra le mura della città. Con l'aumentare della popolazione, la vita politica ed economica, si sposta verso la pianura dove gli spazi sono più ampi. L'Agorà, la piazza pubblica, diventa il vero centro pulsante della vita politica ed economica della polis. Qui vengono costruiti edifici pubblici, portici e statue in memoria dei benefattori della città.
Durante il governo di Pericle, Atene vede un periodo di grande prosperità economica e politica; la funzione dell'acropoli cambia, diventando il luogo di culto per eccellenza, per celebrare sacrifici e onorare gli dèi nei giorni delle loro feste. Pericle vuole aiutare tutti i cittadini a partecipare in modo attivo alla vita della Polis, istituisce quindi un compenso in denaro. In questo modo, anche i meno ricchi potevano partecipare alla vita politica della Polis senza perdere, per questo, il loro lavoro. Le cariche pubbliche vengono assegnate per sorteggio, questo per dare la possibilità a chiunque di essere eletto, per contro non tutti avevano le capacità per svolgere l'incarico affidato. Nella politica estera, Pericle vuole che Atene diventi la città egemone della Grecia. Per questo costruisce una flotta navale imponente che scaccia la pirateria dai mari. Così facendo, garantisce commerci sicuri e prosperità alla città anche grazie al suo importante porto, il Piero. Questa prosperità economica viene in parte utilizzata per abbellire e rendere sempre più maestosa l'Acropoli di Atene.