La seconda guerra punica: La disfatta di Canne, a cura di Al3xRaV3

Annibale comandava le truppe Cartaginesi. In Spagna Annibale attaccò la città di Sagunto (amica di Roma) e dopo un lungo assedio l'espugnò. Roma dovette allora dichiarare guerra a Cartagine. Annibale lasciò la Spagna e col suo esercito attraversò le Alpi portando con sé anche gli elefanti: l'impresa lasciò sbigottiti i Romani, dopo tre vittorie sui fiumi Trebbia e Ticino e sul lago Trasimeno, con l'aiuto dei Galli, Annibale giunse alle porte di Roma. Per proteggersi i Romani distrussero i ponti del Tevere e per affrontare l'emergenza nominarono un dittatore, Quinto Fabio Massimo, che sarà ricordato come il temporeggiatore. Riuscì infatti ad evitare lo scontro frontale con Cartagine. Annibale privo di rinforzi e quindi lontano dalla patria evitò Roma e si diresse in Puglia. Scaduto il tempo della dittatura i consoli decisero di attaccare Annibale che si era stabilito a Canne. La cavalleria Cartaginese era molto mobile e veloce. Annibale finse di ritirarsi e al momento giusto rallento accerchiando gli inseguitori e poi fu un massacro.

La minaccia dei Galli, a cura di marco02

La debolezza degli Etruschi dipendeva da un altro fattore: il progressivo dilagare dei Galli, che dopo avere cacciato gli Etruschi dalla pianura Padana avanzavano ora nell'Italia centrale. nel 390 scese in Etruria a attaccò Chiusi. Subito dopo si diresse verso Roma. Una prima volta i Romani si salvarono, avvertiti, secondo la leggenda, dalle oche sacre a Giunone custodite in Campidoglio. Un nuovo assalto dei Galli si concluse con un orrendo saccheggio e con la resa dei Romani che dovettero pagare un riscatto in oro. Sempre secondo la leggenda, il capo dei Galli, Brenno, durante la pesatura dell'oro, buttò sui piatti della bilancia anche la sua spada. A questo punto l'eroico Furio Camillo con un nuovo esercito avrebbe messo i Galli in fuga. I Galli in realtà non volevano conquistare Roma , ma procurarsi un ricco bottino.

come si fondavano le città e accampamenti, a cura di bon2016

Il luogo prescelto per fondare una città doveva essere facilmente difendibile, ricche di sorgenti e con un fiume vicino. Gli acquedotti, le fontane, i bagni, le terme e i gabinetti pubblici richiedevano molta acqua. il perimetro era tracciato con l'aratro secondo il rito di origine etrusca che conosciamo.Le mura,costruite un po all'indietro rispetto al solco.due strade principali incrociavano e dividevano la città in quattro spicchi sboccando sulle mura interrompendole.Spesso c'era anche il circolo per le corse di cavallo. La città doveva essere un centro religioso,politico e commerciale, ma anche un luogo per vivere bene. Spesso i campi militari diventavano permanenti;cessato il pericolo, l'accampamento si trasformava in città. Londra, Colonia, Vienna, Budapest hanno avuto questa origine.

La nascita delle province, a cura di Dannomayo

Roma aveva sempre lasciato alle città federali autonomia e libertà politiche. La provincia invece, nuova sistemazione del territorio conquistato, ne fu privata. I coloni Greci e i popoli indigeni che abitavano in Sicilia, per la prima volta, si ritrovarono ad essere sudditi e non alleati di Roma; in quanto tali dovettero versare tributi assai consistenti e cedere molte terre, assegnate poi ai cittadini romani. Dopo la Sicilia fu il turno della Sardegna e della Corsica. Sul suolo delle provincie era stanziato un contingente militare. il governo delle provincie fu affidato ai consoli o a pretori che avevano concluso il loro mandato e che assunsero il titolo di proconsoli o propretori. Il loro incarico, in teoria durava un anno, ma nella pratica era rinnovato per lunghi periodi. Questi governanti, lontani dal controllo di Roma, spesso si arricchirono enormemente, moltiplicando i casi di corruzione e di malgoverno.



La politica di Cartagine, a cura di Bucefalo

A capo dello stato cartaginese c'erano due persone, che come consoli romani, erano eletti ogni anno , essi non guidavano l'esercito che invece era affidato a generali di professione. I due consoli cartaginesi erano affiancati dal senato, che riuniva trecento rappresentanti scelti all'interno dell'aristocrazia cittadina e che promulgava le leggi, stabiliva la politica estera , stringeva alleanze e decideva guerre. Si trattava si un governo oligarchico. Rispetto a Roma la maggiore debolezza di Cartagine era costituita dall'esercito, composto da mercenari.







La potenza di Cartagine; a cura di Pgiova02.

Dopo le vittorie su Pirro e la sottomissione dell'Italia meridionale Roma si presentava come la diretta concorrente di Cartagine del Mediterraneo. Cartagine il cui nome significa "città nuova", era la più importante fra le colonie fenicie. Fodata in un'ottima posizione sul golfo di Tunisi, era diventata presto una potenza ecoomica. La ricchezza di Cartagine si basava soprattutto sul commercio: le sue navi trasportavano una grande varietà di merci, dai materiali preziosi, come oro e avorio, del'Africa interna, a prodotti e manufatti provenienti da fertili pianure da tutto il Mediterraneo. Invano aveva tentato, nel corso dei secoli, di strppare anche la parte orientale della Sicilia al controllo dei coloni greci, che però erano sempre riusciti a difendersi.

La prima guerra punica, a cura di Fonta2002

Cartagine nella metà del III secolo a.C. esercitava il potere su tutto il Mediterraneo occidentale ed era un minaccia diretta per Roma. Grazie a un gruppo di mercenari Roma si decise a dichiarare guerra a Cartagine. Ma i Romani non erano abili combattenti via nave e per non trovarsi svantaggiati crearono il "corvo", un ponte girevole per passare da una nave all'altra e tenerla ancorata senza farla spostare. La prima vittoria navale arrivò nel 260 a.C. a Milazzo (Sicilia) sotto il console Caio Duilio.